Deniz polisinden Adalar çevresinde 'deniz taksi' denetimi

Tra il governo siriano e le SDF è stato firmato l’«Accordo di Cessate il Fuoco e Piena Integrazione». L’accordo prevede la dichiarazione immediata e complessiva di un cessate il fuoco su tutti i fronti e il ritiro delle unità militari affiliate alle SDF a est del fiume Eufrate per un successivo ridispiegamento.

Nell’ambito dell’accordo, è stato deciso il trasferimento completo, dal punto di vista amministrativo e militare, delle province di Deir ez-Zor e Raqqa al governo siriano, nonché l’inserimento nella struttura statale di tutte le istituzioni e strutture civili presenti in queste aree. È inoltre prevista l’integrazione di tutte le istituzioni civili della provincia di Hasaka nella struttura amministrativa dello Stato siriano.

Nel testo si afferma che il controllo dei valichi di frontiera e dei giacimenti di petrolio e gas passerà al governo siriano e che la sicurezza di tali aree sarà garantita da unità dell’esercito regolare. Tutto il personale militare e di sicurezza delle SDF sarà invece inserito individualmente nelle strutture dei ministeri della Difesa e dell’Interno dopo le necessarie verifiche di sicurezza.

L’accordo include anche una clausola che vieta l’ingresso di elementi dell’ex regime nelle file delle SDF e prevede la consegna alle autorità di Damasco di elenchi relativi agli ex membri del regime presenti nel nord-est della Siria. È inoltre previsto che per il governatorato di Hasaka venga nominato, con decreto presidenziale, un governatore in grado di garantire la partecipazione politica e la rappresentanza locale.

Tra i punti dell’accordo figurano il ritiro degli elementi pesantemente armati dalla città di Ayn al-Arab (Kobani), la creazione di una forza di sicurezza locale composta da residenti e il mantenimento della struttura di polizia locale sotto il Ministero dell’Interno. È stato inoltre deciso di trasferire al governo siriano le strutture amministrative e le forze di sicurezza responsabili dei detenuti dell’ISIS e dei campi.

Il testo mira anche a rafforzare la «partnership nazionale» attraverso nomine ad alcune posizioni militari, di sicurezza e civili di alto livello sulla base di liste di candidati che saranno presentate dalle SDF. Nell’accordo è stato inoltre accolto con favore il Decreto Presidenziale n. 13 del 2026, che riconosce i diritti culturali e linguistici curdi e affronta le questioni di cittadinanza e proprietà.

Mentre le SDF hanno assunto l’impegno di espellere dal Paese i membri del PKK che non sono cittadini siriani, lo Stato siriano ha sottolineato che continuerà la lotta contro l’ISIS, in coordinamento con gli Stati Uniti, come parte della coalizione internazionale. Nell’ultimo articolo si afferma che verranno svolti lavori per il ritorno sicuro e dignitoso dei civili nelle regioni di Afrin e Sheikh Maqsoud.

L’accordo è stato annunciato con le firme del presidente della Repubblica Araba Siriana Ahmed al-Sharaa e del comandante delle Forze Democratiche Siriane Mazloum Abdi.

Italy News Agency Notizia 24

 

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